La Coltivazione del Grano Monococco in Sardegna

Centro di Aggregazione Sociale – c/o Racconti di Cibo

Gli albori della coltivazione del grano monococco in Sardegna
Tutto ebbe inizio ad Orosei ha inizio nel 2010. L’idea nacque dalla collaborazione tra il Prof. Norberto Pogna, diri-gente di ricerca del CRA-QCE (Ora CREA –QCE) e il Dott. Agr. Battista Piras. I primi anni le superfici coltivate ad Orosei furono di carattere sperimentale, ma si intuì subito come alla coltivazione del cereale dovesse essere af-fiancato un lavoro incessante di chiusura della filiera, di formazione, raccolta dati ed organizzazione.
Un incontro divulgativo sul frumento monococco, organizzato il giorno 4 agosto 2012, presso la sala consiliare del comune di Orosei fu il primo tentativo di far capire l’importanza dell’iniziativa

Le collaborazioni
L’associazione collabora :
 con il CREA-QCE (Roma)
 con l’Università di Sassari
 Con L’agenzia Laore
 Con L’istituto Zooprofilattico della Sardegna
 Con la CNA Gallura
 Con l’Associazione Semene di Nuoro

L’associazione svolge anche attività di assistenza tecnica agli agricoltori, di consulenza nelle fasi della filiera, lavorazione del grano monococco e stoccag-gio dello stesso all’interno dei propri locali. Ospita, un mulino a pietra, uno svecciatoio tarato per il grano monococco e una svestitrice. I soci possono, a tariffe convenzionate, portare il loro prodotto e avere una garanzia sul pro-dotto lavorato, anche in piccole quantità.Le ricadute sul territorio
L’associazione porta i seguenti benefici al territorio:
 Nascita di nuove imprese operanti nel settore primario, della trasformazione e dei servizi nel territorio
 Creazione di nuove filiere per le nuove imprese e per quelle già operanti
 Prevenzione di malattie che rappresentano un alto costo sanitario
Per informazioni rivolgersi a :
Associazionetricumonoro@gmail.com
Rossano Idini (Presidente): 3393362824
Lorenzo Moi (vicepresidente):3462176137
Luca Belloi (Segretario):3408937437
Angela Carta (Tesoriera): 3297193767
Federico Casciu: 3480731187

L’associazione si costituì nel mese di luglio 2013 e il nome evoca il le-game del grano Monococco col territorio di Orosei. E’ senza fine di lucro e promuove iniziative idonee a diffondere la cultura, la coltura e la valorizzazione del grano Monococco in Sardegna.

Il grano monococco viene coltivato in Sardegna, sotto la supervisione del gruppo costituitosi in associazione nel 2013, dal 2008. Le esperienze acquisite nel corso degli anni hanno perciò consentito di definire un metodo di coltivazione abbastanza consolidato, basato, oltre che su analisi qualitative, anche sul confronto tra le rese ottenute.

Che cos’è: 
Il grano monococco è una specie diploide appartenente alla famiglia delle poacee, con spiga distica che presenta una sola cariosside per spighetta. E’ un grano vestito, poiché l’operazione di trebbiatura restituisce le spighette allontanate dal rachide e non riesce ad eliminare i tegumenti protettivi del seme. Talvolta viene impropriamente chiamato farro piccolo o farro monococco, tale nomenclatura solo presente nella nostra lin-gua tuttavia genera confusione, poiché il farro è parente stretto del grano duro, mentre il grano monococco è una specie a se stante.
Scegliere di coltivare il grano monococco in Sardegna
Prima di scegliere di coltivare il grano monococco occorre valutare il terreno e la tempestività con cui possono essere effettuate le operazioni colturali.

Il terreno
Il terreno per la coltivazione del grano monococco è un terreno preferibilmente forte, adatto alla coltivazione del grano, con scheletro trascurabile e franco di coltivazione di almeno 40 cm. Preferibilmente il terreno, nell’anno precedente, non deve essere stato coltivato con altre graminacee

La tempestività
Le operazioni di semina, ma soprattutto quelle di raccolta, devono essere effettuate con puntualità e ritardi di 5 giorni possono compromettere il raccolto. L’agricoltore deve conoscere preventivamente queste problematiche.

Le lavorazioni
Il terreno deve essere lavorato con anticipo rispetto alla data presunta di semina. E’ preferibile effettuare la ripuntatura a 50 cm entro il mese di agosto, in modo da permettere al sole e agli animali di diminuire la seed bank del terreno.
Successivamente, entro la fine di settembre, occorre che la lavorazione secondaria del terreno venga effettuata, possibilmente con l’erpice rotante, che non spezza i rizomi delle infestanti rizomatose ma vi elimina la terra dalle radici. Dopo la preparazione del terreno vengono effettuati 2 cicli di falsa semina, che pre-vedono l’irrigazione del terreno, l’emergenza delle malerbe e la distruzione meccanica delle stesse. Prima della semina, si può , se ritenuto opportuno, effettuare una concimazione prevalentemente fosfo-potassica.